Gonartrosi: cause, stadi e trattamenti prima della protesi

Chirurgia Protesica

Gonartrosi: cause, stadi e trattamenti prima della protesi

A cura del Dott. Gabriele Bolle, Chirurgo Ortopedico · Roma  ·  Pubblicato: 7 luglio 2026  ·  Aggiornato: 7 luglio 2026
La gonartrosi — l'artrosi del ginocchio — è una delle patologie ortopediche più diffuse nella popolazione adulta over 50. Spesso si manifesta in modo graduale, con dolore che aumenta con l'attività e si attenua a riposo, fino a diventare quotidiano e invalidante. Capire in quale stadio si trova la propria gonartrosi è il primo passo per scegliere il trattamento più appropriato — e in molti casi, per ritardare significativamente il ricorso alla protesi.

Cos'è la gonartrosi e perché compare

La gonartrosi è una patologia degenerativa dell'articolazione del ginocchio caratterizzata dalla progressiva perdita della cartilagine articolare — il tessuto che riveste le superfici ossee e consente i movimenti senza attrito. Quando la cartilagine si deteriora, le ossa iniziano a sfregare direttamente l'una sull'altra, provocando dolore, infiammazione, rigidità e, nel tempo, deformità articolare.

Non si tratta di una malattia legata esclusivamente all'età. I principali fattori di rischio sono:

  • Sovrappeso e obesità: ogni chilo in eccesso moltiplica il carico sul ginocchio durante la deambulazione
  • Pregressi traumi articolari: fratture, lesioni meniscali o legamentose non trattate correttamente predispongono all'artrosi precoce
  • Attività lavorative o sportive usuranti: lavori che richiedono inginocchiamento prolungato, sport ad alto impatto praticati per anni
  • Predisposizione genetica: la familiarità per l'artrosi aumenta il rischio individuale
  • Alterazioni dell'asse dell'arto: il ginocchio varo ("gambe a parentesi") o valgo sovraccarica selettivamente un compartimento articolare

I 4 stadi della gonartrosi secondo la classificazione Kellgren-Lawrence

La gravità della gonartrosi viene valutata radiograficamente attraverso la classificazione di Kellgren-Lawrence, che identifica quattro gradi progressivi in base all'entità del danno articolare visibile alla radiografia:

1
Grado I — Dubbio
Minimo restringimento dello spazio articolare, possibile lieve osteofitosi. Il paziente può avere dolore occasionale ma la cartilagine è ancora sostanzialmente integra. Spesso diagnosticato incidentalmente.
2
Grado II — Lieve
Restringimento dello spazio articolare evidente, osteofiti presenti. Dolore dopo attività prolungata, rigidità mattutina. Il trattamento conservativo è generalmente efficace in questa fase.
3
Grado III — Moderato
Significativa riduzione dello spazio articolare, osteofiti multipli, possibile deformità iniziale. Dolore anche a riposo, limitazione funzionale rilevante. Si valutano terapie conservative avanzate e infiltrazioni.
4
Grado IV — Grave
Quasi completa scomparsa dello spazio articolare, deformità marcata, osso su osso. Dolore costante e invalidante. In questa fase la protesi al ginocchio è spesso l'unica soluzione definitivamente efficace.

Opzioni conservative: fisioterapia, farmaci, infiltrazioni

Nei gradi I, II e in molti casi di grado III, il trattamento conservativo rimane la prima scelta. L'obiettivo non è guarire l'artrosi — che è una patologia degenerativa irreversibile — ma ridurre il dolore, mantenere la funzione articolare e rallentare la progressione del danno.

🏋️
Fisioterapia e rinforzo muscolare
Il rinforzo del quadricipite riduce il carico sull'articolazione. È la terapia con le evidenze più solide per la gonartrosi di grado I–III.
💊
Terapia farmacologica
FANS topici o sistemici per il controllo del dolore acuto. Paracetamolo e condroprotettori orali nel trattamento cronico.
💉
Infiltrazioni articolari
Acido ialuronico per lubrificare l'articolazione, PRP per stimolare la rigenerazione tissutale. Efficaci nei gradi I–III con buona risposta clinica.

Queste terapie non si escludono a vicenda: spesso il piano di trattamento più efficace le combina in base allo stadio della patologia e alle caratteristiche del paziente. Un paziente in sovrappeso con gonartrosi di grado II, ad esempio, trarrà maggior beneficio dalla combinazione di calo ponderale, fisioterapia e infiltrazioni rispetto a qualsiasi singola terapia isolata.

ℹ️ Il peso corporeo è il fattore modificabile più importante

Ogni chilogrammo di peso in meno riduce il carico sul ginocchio di circa 4 kg durante la camminata. Anche una perdita di peso modesta — 5–10 kg — può tradursi in una riduzione significativa del dolore e in un rallentamento della progressione artrosica.

Quando il trattamento conservativo non è più sufficiente

Il trattamento conservativo va rivalutato periodicamente. Esistono segnali chiari che indicano che le terapie non chirurgiche hanno esaurito la loro efficacia e che è necessario considerare un'opzione più definitiva:

⚠️ Segnali che indicano di rivalutare il percorso terapeutico
  • Dolore costante anche a riposo e durante la notte, non controllabile con i farmaci
  • Limitazione funzionale severa: difficoltà a camminare anche brevi distanze, impossibilità a salire le scale
  • Infiltrazioni che non danno più beneficio duraturo
  • Radiografia che mostra progressione verso il grado IV
  • Significativa riduzione della qualità di vita per più di 6 mesi nonostante terapie adeguate

In questi casi la visita ortopedica specialistica è fondamentale per valutare se esistono ancora margini per il trattamento conservativo o se è il momento di discutere l'opzione chirurgica.

La protesi al ginocchio come soluzione definitiva

Quando la gonartrosi raggiunge il grado IV — o quando il grado III è accompagnato da una qualità di vita severamente compromessa — la protesi totale di ginocchio rappresenta la soluzione più efficace e duratura. Si tratta di un intervento con un profilo di sicurezza consolidato e risultati molto soddisfacenti: oltre il 90% dei pazienti riferisce una riduzione significativa del dolore e un miglioramento importante della mobilità.

L'adozione del Protocollo Fast Track ha ulteriormente migliorato l'esperienza del paziente, riducendo i tempi di ricovero e accelerando il recupero funzionale. La decisione di operare viene sempre presa insieme al paziente, dopo una valutazione approfondita e una discussione trasparente su benefici, rischi e aspettative realistiche.

Prevenire la progressione della gonartrosi

Anche chi ha già ricevuto una diagnosi di gonartrosi può fare molto per rallentarne la progressione. Le strategie più efficaci sono quelle che riducono il carico articolare e mantengono attiva la muscolatura di supporto: controllo del peso corporeo, attività fisica a basso impatto (nuoto, bici, camminate su terreno regolare), fisioterapia periodica e un monitoraggio ortopedico regolare per adattare il piano terapeutico nel tempo.

La gonartrosi non si può fermare, ma si può gestire — e con un approccio corretto molti pazienti convivono con essa per anni mantenendo una buona qualità di vita, posticipando l'intervento chirurgico fino al momento in cui diventa davvero necessario.

Hai ricevuto una diagnosi di gonoartrosi? Prenota una visita e scopri le opzioni disponibili per il tuo caso.