Protesi all'anca: quando è necessaria e come sceglierla
Cos'è la coxartrosi e quando compromette la qualità di vita
La coxartrosi è l'artrosi dell'articolazione dell'anca — la progressiva degenerazione della cartilagine che riveste la testa del femore e l'acetabolo. Con il deteriorarsi della cartilagine, le superfici ossee iniziano a sfregare direttamente l'una sull'altra, generando dolore, rigidità e limitazione progressiva dei movimenti.
I sintomi tipici della coxartrosi includono dolore all'inguine o alla natica che si irradia verso la coscia, rigidità al mattino o dopo periodi di inattività, difficoltà a camminare o a salire le scale, e progressiva limitazione nei movimenti quotidiani come allacciarsi le scarpe o salire in auto. Nelle fasi avanzate il dolore diventa costante, presente anche a riposo e durante la notte.
Come per la gonartrosi, la coxartrosi non è una malattia legata esclusivamente all'età. I principali fattori di rischio includono la predisposizione genetica, pregresse malattie dell'anca (displasia, necrosi della testa femorale), traumi e sovrappeso prolungato.
Indicazioni cliniche per la protesi all'anca
La decisione di procedere con la sostituzione protesica dell'anca non si basa soltanto sull'esame radiografico, ma su una valutazione complessiva che considera il dolore, la funzionalità e la qualità di vita del paziente. I principali criteri che orientano verso la chirurgia sono:
Non esiste un'età minima o massima per la protesi d'anca. Pazienti giovani con coxartrosi severa possono essere ottimi candidati, così come pazienti over 80 in buone condizioni generali. Il criterio determinante è sempre la qualità di vita del paziente, non l'anagrafe.
Tipi di protesi: totale, parziale e da rivestimento
Non esiste un unico tipo di protesi d'anca. La scelta dell'impianto più adatto dipende dall'età del paziente, dalla qualità ossea, dall'attività fisica e dalle caratteristiche anatomiche dell'articolazione:
I materiali degli impianti si sono evoluti significativamente: le coppie di attrito più moderne (ceramica-ceramica, ceramica-polietilene ad alto reticolato) garantiscono una durata superiore rispetto alle protesi di prima generazione, riducendo il rischio di revisione chirurgica nel lungo periodo.
Come si svolge l'intervento e cosa aspettarsi
La protesi d'anca viene impiantata in anestesia generale o spinale, con una durata media dell'intervento di 60–90 minuti. La via di accesso chirurgica — anteriore, laterale o posteriore — influisce direttamente sul trauma muscolare e sui tempi di recupero.
Tempi di recupero e ritorno alle attività quotidiane
| Fase | Tempistiche | Obiettivi |
|---|---|---|
| Post-operatorio precoce | 0 – 2 giorni | Primi passi, controllo del dolore, dimissione |
| Prime settimane | 1 – 4 settimane | Deambulazione con ausili, fisioterapia domiciliare, riduzione gonfiore |
| Recupero attivo | 1 – 3 mesi | Camminata autonoma, guida dell'auto, ritorno alle attività domestiche |
| Consolidamento | 3 – 6 mesi | Attività fisica leggera, scomparsa del dolore residuo, vita normale |
- Febbre superiore a 38°C nelle settimane successive all'intervento
- Arrossamento, calore intenso o secrezione dalla ferita chirurgica
- Gonfiore improvviso e dolore al polpaccio (possibile trombosi venosa profonda)
- Dolore improvviso all'anca con limitazione marcata del movimento (possibile lussazione)
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